“Io guido” con il car sharing di Torino

Trend in crescita, risparmio economico, riduzione dell’inquinamento: il successo di un servizio che da oltre un decennio fa condividere l’auto ai torinesi.
19/12/2013
  • Maria Rosa Valetto
car sharing a Torino

Ha compiuto da poco 11 anni il car sharing di Torino ma, per una iniziativa come questa, sembra già l’età della piena maturità. La mappa dei parcheggi si popola di nuovi punti di presa e consegna dei veicoli e i numeri sono sempre più confortanti. I dati aggiornati a dicembre 2013 parlano infatti di 2.650 utenti con 120 veicoli a disposizione - 108 auto e 12 veicoli commerciali - distribuiti in una rete di 79 parcheggi (63 a Torino e 16 nei comuni limitrofi). A un anno dall’attivazione del servizio, gli abbonati erano già 500 e la progressione è poi stata continua, mese dopo mese. La città subalpina è oggi seconda solo a Roma e Milano ma, fatte le dovute proporzioni urbanistiche e demografiche, non ha nulla da invidiare alle due metropoli.

La domanda aumenta
«Torino rappresenta da sola il 20% dell’intero esercizio nazionale ed è una delle esperienze trainanti e all’avanguardia del circuito Ics, la struttura di coordinamento delle realtà locali di car sharing promossa e sostenuta dal ministero dell’Ambiente», dichiara Tiziano Schiavon, direttore commerciale di CarCityClub, la società che eroga il servizio dal novembre del 2002. «Dall’inizio della nostra attività a oggi, il car sharing di Torino registra un trend di crescita costante in termini di numero di abbonati, corse, numero di parcheggi e auto in flotta. Il continuo aumento del consenso è da individuarsi nei punti di forza propri del servizio, evidenziati dagli stessi abbonati in una recente indagine: pagare l’auto solo per il suo utilizzo, la sosta gratuita nelle zone blu e rete urbana Gtt (Gruppo trasporti torinesi), il libero accesso alla zona a traffico limitato, la possibilità di percorrere corsie e vie riservate, di muoversi anche in caso di limitazioni alla circolazione, tariffe speciali per utilizzare l’auto per più giorni, nei fine settimana o per più lunghi periodi di vacanza».

I vantaggi, per l’ambiente e il portafoglio
Insomma: la città dell’auto ha risposto più che positivamente all’idea di fare a meno della proprietà di un veicolo, senza per questo rinunciare alla prerogativa di muoversi con un mezzo autonomo. La soddisfazione dei torinesi è espressa dai voti alti ottenuti nell’indagine effettuata a settembre del 2012. «È anche apprezzata la disponibilità di diversi modelli tutti italiani - 10 tipi differenti di auto, tra questi anche un veicolo a 7 posti e 2 mezzi commerciali - che consente di scegliere ogni volta quello più adatto alle proprie esigenze. Il car sharing viene percepito come un servizio di mobilità alternativa funzionale e che soddisfa pienamente le necessità della propria clientela. Inoltre tutti i veicoli rispondono alle più severe normative in tema di emissioni: il 30% della flotta è a basso impatto ambientale, con modelli “natural power” alimentati a metano (ibridi a benzina)», continua Schiavon.

L’integrazione con i mezzi pubblici
E i benefici per l’ambiente in effetti sono tangibili: in un anno a Torino hanno circolato 1.250 autoveicoli in meno e sono stati risparmiati ben 5 milioni di chilometri, evidentemente non così necessari. Il che ha evitato l’emissione in atmosfera di 268 tonnellate di anidride carbonica. Ambiente e risparmio sono quindi due leve importanti, che spingono verso l’alto i consensi per il car sharing. «Un binomio che si realizza pienamente integrando l’utilizzo dell’auto condivisa e della rete di mezzi pubblici», suggerisce Schiavon. «La proposta del car sharing integrata con gli altri sistemi di trasporto (bus, metro, bici) risulta addirittura trainante per l’utilizzo dei mezzi pubblici, tanto che gli abbonati al car sharing dichiarano di averne incrementato il loro utilizzo del 14%. Un nuovo approccio alla mobilità, più sostenibile e moderno e basato sulla pianificazione degli spostamenti, sulla condivisione e non sul possesso presuppone un cambiamento culturale e abitudini di consumo consapevoli. Si stima che ogni auto del servizio sostituisca in media 10 vetture private, con una conseguente riduzione dei chilometri percorsi, dei costi di spostamento e delle emissioni di CO2 e polveri sottili». Per facilitare questo tipo di orientamento, a quanti oggi scelgono l’auto condivisa di Torino, viene offerto anche uno sconto sull’abbonamento annuale alle rete dei trasporti locale.

Risparmio e offerte
Ma quanto si risparmia per l’auto condivisa? «Il primo anno, il possessore di un’utilitaria che percorre 5 mila chilometri, passando al car sharing, può risparmiare fino a 1.600 euro: circa il 30% della spesa legata al possesso. Il punto di convenienza economica, variabile in funzione della tipologia e categoria dell'auto, si attesta intorno ai 10 mila chilometri all’anno». Sul sito di CarCityClub un video racconta il funzionamento del servizio, sono dettagliati i costi di iscrizione al servizio e di utilizzo su base oraria e chilometrica modello per modello (la spesa per il carburante è sempre inclusa) e vengono presentate diverse formule per aziende e privati, una delle quali con copertura assicurativa per sinistro con torto. Interessante poi la possibilità di calcolare il proprio risparmio, così come la serie di domande frequenti (faq) per rispondere ai dubbi più ricorrenti da parte degli utenti. Infine, c’è l’opportunità di rottamare l’auto - se con determinate caratteristiche poco ecocompatibili - a fronte di un bonus di 600 euro sulla tariffa chilometrica e una riduzione sul prezzo dell’abbonamento al servizio per il primo anno. Soprattutto in tempi di crisi, un ulteriore incentivo per convertirsi al car sharing.

 

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