Il car sharing in salsa milanese

Dal 2001 a oggi di passi avanti ne ha fatti il sistema all’ombra della Madonnina. Con un occhio di riguardo particolare per le frontiere dell’innovazione.
19/12/2013
  • Francesco Aiello
car sharing a Milano

Sono passati più di dodici anni dall’avvento del car sharing a Milano. Era infatti il 22 settembre 2001, giornata europea senz'auto, quando prese il via un piccolo progetto di Legambiente che contava su appena 3 macchine e 20 soci utilizzatori. Da allora le macchine in condivisone hanno fatto parecchia strada tra i Navigli. Tanto che oggi il car sharing rappresenta una leva importante per la riduzione del traffico e il miglioramento della qualità della vita dei milanesi. «C’è finalmente la consapevolezza che non sono più servizi di nicchia, ma una vera e propria nuova modalità di muoversi. Che può incidere in modo significativo anche sulle scelte quotidiane di ognuno di noi», ha sottolineato Pierfrancesco Maran (assessore a Mobilità e ambiente del Comune di Milano e presidente di Iniziativa car sharing), intervenuto al workshop sulla smart mobility che si è tenuto lo scorso ottobre al Citytech di Milano.

Incrementare concorrenza e parco auto
È stato calcolato che sono oltre 70 mila gli utenti dei car sharing milanesi, un sistema variegato che peraltro, proprio da questo dicembre, ha visto aumentare la concorrenza. All’offerta già proposta da Guidami, Car2go, E-Vai si sta infatti aggiungendo proprio in questi giorni la flotta di Enjoy. A oggi, nel capoluogo lombardo, ci sono circa 58 veicoli di sharing per abitante; mentre Monaco di Baviera ne conta 35 e Berlino 25. Per poter dare un’offerta adeguata ai cittadini lombardi, servirebbero tra le 600 e le 2.100 macchine in totale. La stessa amministrazione locale sta puntando molto su questo tipo di trasporto: 40 auto della dotazione comunale sono state sostituite con 10 di car sharing, per un risparmio sui costi del 35%. «Secondo uno studio dell’azienda pubblica dei trasporti Atm, l’offerta a Milano dovrebbe essere one way and free parking e senza la necessità di prenotazione», ha spiegato Valentino Sevino, direttore area pianificazione dell’Agenzia mobilità e ambiente del Comune di Milano.

Il sistema Milano
Ma in che cosa consiste propriamente e come funziona il car sharing “alla milanese”? Ci sono le 150 auto del servizio Atm “Guidami”, ideali per i lunghi weekend dato che si possono ritirare solo in parcheggi predisposti. Complementare a questo servizio è quello di Car2go, che offre la possibilità di ritirare e lasciare la vettura ovunque in città: una valida alternativa a taxi, bus, metro e tram. Se invece la scelta si orienta più sul rispetto dell’ecosostenibilità, allora possiamo ricorrere ai servizi di Eqsharing (primo car sharing totalmente elettrico di Milano) o Evai, ideale per integrare gli spostamenti in treno con l’uso dell’auto condivisa. Il progetto si sviluppa nei pressi delle stazioni ferroviarie e nei diversi poli attrattivi della città, creando sul territorio una rete integrata per la mobilità di tutti i cittadini.

Questo è il presente, ma si è già pronti ad affrontare le sfide future del car sharing urbano. Sta partendo proprio in questi giorni Green Move, progetto di mobilità sostenibile sviluppato dal Politecnico di Milano con il finanziamento della Regione Lombardia, che intende ideare e sperimentare un nuovo sistema in grado di fornire agli utenti dell'area metropolitana milanese veicoli elettrici. La complessità del progetto, di durata triennale, e l'insieme variegato di attività che lo compongono vedono il coinvolgimento di otto tra dipartimenti e centri del Politecnico di Milano. Il leit motiv del progetto è portare a un cambiamento di paradigma: dal ”buy vehicle” al “buy mobility services”. I risultati che il Politecnico si propone di ottenere riguardano numerosi aspetti: da quelli tecnologici (in particolare l’equipaggiamento del veicolo e il sistema di prenotazione e gestione) a quelli economici (la sostenibilità finanziaria del servizio). Senza dimenticare gli elementi di innovazione sociale: è infatti prevista una sperimentazione per analizzare le esigenze di un servizio di car sharing ritagliato sui bisogni di gruppi e sottogruppi particolari di utenti.

 

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