Internet può aiutare le persone a muoversi di più?

I programmi di attività fisica web-based sono efficaci nel produrre piccoli ma significativi aumenti della pratica dell’esercizio: una metanalisi analizza la validità di internet nella promozione dell'attività motoria tra gli adulti.
29/05/2013
  • Margherita Martini

Due cifre, 60% e 300%, aiutano a capire in che modo il web può aumentare la quota di persone che praticano attività fisica. Stime dell’Oms indicano infatti che il 60% della popolazione è classificabile come inattiva o non sufficientemente attiva. Dal 2000, invece, l’uso di internet è aumentato di oltre il 300% con più di 1,5 miliardi di utenti in tutto il mondo (23,5% della popolazione). Come coniugare questi due dati? La risposta risiede nella necessità di stare al passo con i tempi. Superate le videocassette con gli esercizi proposti da celebrità del calibro di Jane Fonda, bisogna conquistare l’attenzione degli internauti. A questo proposito, un studio pubblicato sulla rivista International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity ha indagato l’impatto dei programmi web-based sull’attività fisica, confermandone sostanzialmente l’efficacia.

Perché il web?
Sempre più persone navigano in internet per cercare informazioni in campo medico, un interesse che rappresenta un’opportunità per agire sui comportamenti individuali. I programmi web-based sono infatti in grado di sfruttare la rete per essere veicolati al pubblico, sia attraverso internet sia con la posta elettronica. Lo studio ha indagato quanto questi programmi siano in grado di aumentare i livelli di attività fisica negli adulti dimostrando l’efficacia comunicativa di internet con piccoli, ma significativi aumenti.

Cosa è stato studiato
La metanalisi ha preso in esame 34 studi, 21 condotti negli Stati Uniti, 4 in Australia, 3 in Canada, 2 in Inghilterra e 1 per ciascun Paese tra Belgio, Taiwan, Scozia e Corea del Sud. Il 62% ha visto una combinazione di internet e posta elettronica, il 26% ha utilizzato solo internet e il 12% solo le e-mail. La durata media degli interventi è stata di 13 settimane in cui si è osservata una media di 3 accessi settimanali per sito, con una forte predominanza femminile e un’età media di 43 anni. Inoltre, seppure la metà degli studi abbia riguardato la popolazione generale, il 15% ha analizzato persone in eccesso ponderale e il 35% ha interessato persone a cui è stata diagnosticata una malattia cronica, come il diabete di tipo 2.

I risultati
Nel complesso, i risultati ottenuti mostrano che i principali interventi web-based sono stati completati ed è stato osservato che due aspetti si sono rivelati importanti nel miglioramento della partecipazione: un target costituito da sedentari o persone non sufficientemente attive e l’inserimento di una componente educativa.

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