Più in forma e creativi, andando a piedi

I ritmi frenetici e l’abitudine a spostarsi con mezzi a motore sembrano remare contro il piacere di farsi una passeggiata. Tuttavia i pedoni si stanno riprendendo i loro spazi. Un gesto che fa bene anche alla mente.
22/09/2014
  • Debora Serra
camminare

Cosa sarebbe successo se William Wordsworth e gli altri “poeti del lago” (Lake Poets) non avessero passato tanto tempo immersi nella natura del Lake District? E se Charles Dickens non si fosse aggirato per le vie di Londra, durante le sue tante notti insonni? Per non parlare della scuola peripatetica che deve il suo nome proprio al “perìpatos”, la passeggiata del Liceo nella quale i membri della scuola di filosofia fondata da Aristotele si muovevano dialogando e discutendo.

Probabilmente non ci sarebbero stati alcuni tra i più grandi capolavori della storia della filosofia o della letteratura inglese. Opere legate indissolubilmente alla passione dei loro autori per le passeggiate. Questi sono solo alcuni degli esempi a cui fa riferimento “A Philosophy of Walking”, l’ultimo libro di Frederic Gros. L’autore, che prima di essere uno scrittore è un filosofo, apre il suo best seller con una precisazione importante: «camminare non è uno sport», perché lo sport è disciplina, etica e lavoro. La camminata è invece «il modo migliore per muoversi lentamente».

L’arte del camminare
Il libro, pensato come una rassegna su alcuni autori amanti delle camminate (solo per fare qualche nome: Nietzsche, Rimbaud, Kant, Rousseau e Thoreau) suggerisce che camminare non solo faccia bene al nostro organismo, ma stimoli addirittura la creatività. Un’intuizione confermata dai dati del recente studio “Give Your Ideas Some Legs: The Positive Effect of Walking on Creative Thinking”: quattro esperimenti, condotti su studenti da parte di ricercatori della Stanford University, dimostrano infatti come camminare aumenti il flusso di pensieri e idee, migliorando l’immaginazione e le capacità creative.

Gli esperimenti hanno messo a confronto la creatività attraverso il Guilford’s alternate uses (Gau), strumento che misura il “pensiero divergente”, e il Compound remote associates (Cra) che invece misura il “pensiero convergente”. I partecipanti al test hanno sostenuto le prove in due condizioni diverse: da seduti e camminando su un tapis roulant. Già i primi risultati hanno messo in luce punteggi migliori per chi camminava, rispettivamente dell’81% (Gau) e del 23% (Cra). Anche nel secondo esperimento - quando gli studenti sono stati sottoposti al Gau in situazioni alternate (da seduti e camminando; prima camminando e poi da seduti; infine da seduti) - i numeri ottenuti durante la passeggiata si sono rivelati migliori. E l’esito del terzo e quarto esperimento, con la ripetizione delle stesse prove in un ambiente naturale, è stato ancora più soddisfacente rispetto a quanto già osservato in laboratorio.

Anche Geoff Nicholson, autore del libro “The Lost Art of Walking”, sostiene che in effetti «c'è una diretta connessione tra il ritmo del passo e quello mentale». Sulla stessa linea dello scrittore britannico Clive Staples Lewis (noto al grande pubblico per “Le cronache di Narnia”), Nicholson è convinto che sia sufficiente parlare per riuscire a rovinare una passeggiata… E saluta i suoi lettori con alcuni suggerimenti per godersi una piacevole scarpinata: non avere un percorso stabilito, non scrivere messaggi, non seguire le istruzioni di un navigatore, non ascoltare musica, camminare da soli, farlo in zone pedonali e concentrarsi esclusivamente sul gesto stesso del camminare.

In viaggio a piedi
Ma quanto è diffusa questa pratica? Secondo un recente sondaggio a cura dell’organizzazione non governativa britannica Ramblers at the heart of walking, nel Regno Unito oltre 9 milioni di persone (il 22% della popolazione) cammina per piacere almeno 30 minuti al mese. Il doppio di chi nuota o frequenta una palestra (rispettivamente il 13% e l’11%), e quasi il triplo rispetto a chi si sposta in bicicletta (8%).

E gli italiani? Pur essendo piuttosto pigri (l’ultima rilevazione Eurobarometro ci segnala come fanalino di coda europeo quanto ad attività fisica), nel nostro Paese non mancano le occasioni per spostarsi e viaggiare a piedi. Magari coniugando un po’ di movimento con il turismo, percorrendo itinerari suggestivi come la via Francigena o il Cammino di Assisi (quest’ultimo fa registrare un certo incremento del numero di passaggi: da 220 nel 2008 a 780 nel 2012). Parallelamente si fanno più frequenti anche eventi e manifestazioni dedicate, come il “Festival del camminare di Bolzano” (23-25 maggio) e la “Giornata del camminare” (12 ottobre), entrambe all’insegna del benessere e del vivere slow. Le iniziative e lo spirito quindi non mancano, non resta che vestirsi comodi e partire. In fondo, come diceva uno che se ne intendeva, «la vita è un viaggio da fare a piedi» (Bruce Chatwin).

 

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