Promuovere l’attività fisica in VENETO: il lavoro della Ulss 20 di Verona

Urbanistica, didattica, social marketing, gruppi di cammino e multiculturalismo: una panoramica sulle attività del programma MuoverSì per il sostegno a stili di vita attivi.
05/05/2014
  • Debora Serra
Ulss 20 Verona e attività fisica

Rendere l’attività fisica una componente integrante della vita quotidiana: è questa la premessa, ma anche il motore, delle iniziative realizzate dal Servizio progetti e promozione della salute (dipartimento di Prevenzione Ulss 20 di Verona) con MuoverSì, programma per la promozione dell’attività motoria del Settore promozione e sviluppo igiene e sanità pubblica Regione Veneto.

La cultura della prevenzione
«A partire dai primi anni 2000, ci siamo concentrati sempre più sulla promozione della salute, con una crescente attenzione alle malattie croniche, agli stili di vita e ai temi del programma nazionale Guadagnare Salute. È questa la cornice in cui, nel 2002, la Ulss 20 ha poi attivato il programma “MuoverSì”, valorizzando le iniziative di promozione dell’attività fisica tra gli anziani che già esistevano», racconta Susanna Morgante, responsabile di MuoverSì.

Per inglobare l’attività fisica nella vita quotidiana, è necessario soprattutto incrementare il trasporto attivo, in bici o a piedi. E quindi intervenire sul tessuto urbano della cosiddetta “città diffusa”, presente in Veneto, in cui il territorio urbano è molto vasto, ha una bassa densità abitativa e le persone tendono a utilizzare i veicoli a motore per tutti gli spostamenti. Per questo motivo, da un accordo con il dipartimento di urbanistica dell’Istituto universitario di architettura di Venezia (Iuav), è nato il progetto “Individuazione di parametri urbanistici ed edilizi, qualitativi e quantitativi per stili di vita attivi” sfociato, nel 2009, nella pubblicazione “Spazi per camminare, camminare fa bene alla salute”. Il documento è rivolto ai tecnici delle amministrazioni locali, ai progettisti e agli operatori coinvolti nei processi decisionali. «È ora in corso la formazione per gli operatori della rete, con iniziative rivolte ai dipendenti dei dipartimenti di prevenzione e dei Comuni», sottolinea Morgante.

Il lavoro della Ulss 20 in questo settore comprende inoltre la ricerca su verde urbano e salute (che si concluderà a giugno 2014), con l’analisi della letteratura scientifica su verde e orti urbani. Oltre a una sperimentazione di progettazione partecipata in una zona di Verona, per la riqualificazione di uno spazio verde cittadino.

L’importanza del web
Nell’era dei “nativi digitali”, la promozione dell’attività fisica non poteva certo prescindere dalla comunicazione e in particolare dal social media marketing. «Da ormai dieci anni, nel sito della Ulss 20 è presente un’area dedicata alla promozione del movimento che conta circa 3 mila accessi mensili». C’è fermento in questo settore, a testimonianza della voglia di utilizzare le potenzialità, sempre nuove, messe a disposizione dalla tecnologia. Col tempo, infatti, al sito si sono aggiunti altri strumenti che sfruttano l’interattività del web 2.0. «In particolare, dopo una campagna di formazione per i Medici di medicina generale realizzata tra il 2006 e il 2007, abbiamo ragionato su uno strumento di informazione a distanza. E dal 2008 è attiva una newsletter bimestrale per la promozione di stili di vita sani, inviata a quasi 1.500 utenti tra operatori della prevenzione e stakeholder, ai cui articoli è possibile accedere anche direttamente via web (con circa 1.600 accessi totali a bimestre)», spiega Morgante. Suddivisa in rubriche, la newsletter aggiorna sulle novità del programma regionale, sulle attività in corso sul territorio e su spunti interessanti dalla letteratura internazionale.

Dal 2009 è on line anche un blog per gli adolescenti che pubblicizza le iniziative motorie locali: sia quelle legate agli sport tradizionali (come nuoto, calcio, judo), sia quelle specifiche per i giovani (come skate o breakdance). Anche qui i numeri rendono l’idea del successo ottenuto: nei suoi oltre cinque anni di vita, il blog ha registrato circa 19 mila accessi e 29 mila pagine visitate.

Ovviamente, parlando di web 2.0, non può mancare un account Twitter con quasi 1400 tweet sui temi di Guadagnare Salute, 127 follower e una crescita media di circa 10 follower al mese.

I gruppi di cammino
Presenti in tutte le 21 Asl venete, i gruppi di cammino rappresentano una rete unica nel nostro Paese: oltre un migliaio di partecipanti, con un range che va da un minimo di 2 a un massimo di 68 gruppi per ogni azienda sanitaria. Sono tanti i motivi di orgoglio per il lavoro svolto: due studi pubblicati su riviste internazionali (uno sui gruppi di cammino per i pazienti diabetici e uno su quelli per le donne ipertese) e un progetto sui pazienti psichiatrici che coinvolge oggi 358 persone. Un precedente progetto pilota (2004-2006), avviato su richiesta dei servizi di psichiatria per contrastare l’obesità dei malati, aveva già coinvolto 17 utenti e 12 operatori veronesi: si è rivelato fondamentale per l’avvio dei 14 gruppi di cammino nei 4 servizi psichiatrici della città. Inoltre, nel 2010 è stata fatta la formazione degli operatori dei servizi di psichiatria del Veneto con la diffusione del libretto “Più salute nel disagio”. Tutte le attività per i pazienti riguardano sia il movimento che la sana alimentazione, e sono realizzate in collaborazione con il Servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian) di Verona.

Integrarsi senza dimenticare le proprie origini
Un gruppo particolarmente importante in tema di stili di vita e diseguaglianze di salute è infine quello dei migranti. Dopo una fase di valutazione, la Ulss 20 ha deciso di focalizzarsi sui bambini di lingua straniera in età scolare. «In un primo momento, grazie alla collaborazione con la Rete Tante Tinte, abbiamo costruito laboratori su movimento e sana alimentazione in scuole primarie e secondarie di primo grado con alta densità di bambini stranieri», ricorda Susanna Morgante.

Poi però la scelta finale è stata quella di abbandonare le attività frontali per produrre materiali didattici da distribuire alle scuole del Veneto. A dicembre 2013, così, è stato pubblicato “Muovimondo”: un manuale per la didattica interculturale degli stili di vita sani nelle scuole, realizzato in collaborazione con gli insegnanti e il Sian di Verona. Si tratta di unità didattiche di apprendimento multidisciplinari (per le scuole primarie e secondarie di primo grado) che permettono di raccontare le culture straniere, grazie anche alle sezioni “Giochi dal mondo” (in cui vengono raccontati 24 giochi tradizionali) e “Giochi didattici di movimento”, per l’apprendimento della lingua italiana da parte di alunni non italofoni. Per la serie, l’integrazione passa anche dalla salute.

 

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