Riappropriazione degli spazi urbani e divertimento: modi alternativi di vivere la città

Riscoprire le città e il gioco, meglio ancora se con spirito “critico”: alcune iniziative, nate per valorizzare spazi urbani e relazioni sociali, strizzano l’occhio a uno stile di vita attivo.
07/12/2013
  • Debora Serra
gioco dell’oca in città

Immagine: 

gioco dell’oca in città (foto credit: Debora Serra)

Riportare la bellezza e la socialità del gioco al centro della vita quotidiana delle nostre città, magari in combinazione con un po’ di sano esercizio fisico all’aria aperta. È la sfida di alcune recenti esperienze locali, forse poco note, ma che rappresentano modelli interessanti e alternativi per valorizzare gli spazi urbani e rinsaldare le relazioni sociali in città.

Urban games
Si muove su questa linea l’avventura in cui si è lanciato un gruppo di amici nella realizzazione della piattaforma Critical City Upload. L’esperimento, nato nel 2008 a Milano, oggi coinvolge oltre 13 mila giocatori in Italia e all’estero con più di 20 mila “missioni” completate. Il meccanismo è semplice: dopo la registrazione al sito si accede alle missioni, veri e propri compiti da realizzare per le vie della città, documentandoli con foto e video da caricare sul sito. Per ottenere il punteggio necessario a proseguire non è infatti sufficiente portare a termine gli incarichi: gli altri utenti della comunità possono assegnare ulteriori punti in base al gradimento del lavoro. E più si è creativi, più si vince.

Ma Critical City Upload non è che la punta dell’iceberg degli urban games presenti in Italia. Come spiega Matteo Uguzzoni, classe 1981, laurea in architettura con una tesi di riqualificazione urbana a Sassuolo e cofondatore della piattaforma: «l’avventura vuole essere aspaziale e atemporale, permettendo a ciascuno di cucirla in base alle proprie disponibilità». La possibilità di giocare dove e quando si vuole è infatti fondamentale per garantire il successo dell’impresa e la sua longevità. Come racconta ancora Uguzzoni, «si parte con livelli base in cui le interazioni con il tessuto urbano sono ridotte fino ad arrivare a riconcepire spazi, creare vere e proprie opere da lasciare alla città o interagire con persone sconosciute».

L’importanza di essere critical
Lo spirito critical del gioco è quindi intrinseco a ciascun giocatore e alla volontà di realizzare progetti ludici con scopi etici. Per esempio a Milano, dopo gli incidenti che qualche anno fa hanno visto il deragliamento di due tram in zona Precotto, alcuni giocatori hanno deciso di costruire una serie di cartelli stradali simili ai classici triangoli indicatori di pericolo, con disegnata sopra la figura di un tram che sbatte contro una macchina. E ancora, c’è chi ha creato sculture con cartacce e rifiuti raccolti in un parco, chi si è inventato un tour a caccia di gelati e chi ha fatto il giro del mondo raccogliendo interviste a extracomunitari. Guarda il video.

Mettete la vernice nei vostri fucili
Se Critical City Upload punta alla riscoperta della città, è vero che esiste anche una realtà di giochi “alternativi” ai classici sport e meno critical. Come il “paintball”, reso celebre dai teen-movie americani e in cui, divisi in squadre e resi quasi irriconoscibili dalle tute di protezione, si punta a sconfiggere gli avversari sparando loro con fucili carichi di vernice e scansando la “vernice” nemica. Come racconta Ludovica Oliva, studentessa torinese, «il gioco è molto veloce, si fanno 5 turni da 10 minuti e ci possono essere al massimo 10 partecipanti». L’idea di provarci è venuta con i compagni di classe: «abbiamo deciso di passare un pomeriggio diverso e abbiamo scoperto un modo di confrontarci alternativo alla quotidianità della scuola. Ci siamo messi in gioco come squadra e non come singoli». In questo modo, racconta ancora Ludovica «il divertimento ha avuto il sopravvento rispetto alla competizione e ha creato un legame maggiore tra noi».

Campionati mondiali di nascondino
Un’idea nata nel 2010, quasi per scherzo, con la mobilitazione della popolazione bergamasca contro la distruzione degli orti di San Tomaso (un’area verde della città di Bergamo) per far posto alla nuova galleria di arte moderna e contemporanea, sono i campionati mondiali di nascondino (sic!). Già la prima edizione, che si è svolta appunto agli orti, ha fatto registrare un grande successo; dalla successiva in poi, la sede è stata spostata al parco di Loreto. Oggi l’evento, organizzato da Ctrl magazine, è giunto alla quarta edizione e vanta “cercatori” d’eccezione come la squadra di rugby dei Lions Bergamo. Nella competizione dodici squadre si contendono la “foglia di fico d’oro”, riservata a chi ottiene più punti al termine delle undici manche programmate. Anche in questo caso, un modo curioso di coniugare svago, impegno sociale ed esercizio fisico.

Aria di cambiamento
Se riappropriarsi delle città e valorizzare gli spazi urbani può sembrare un concetto dal retrogusto politico che sa tanto di programmazione e piani urbanistici, è altrettanto vero che ingegno e contingenza aiutano. Infatti sarà anche per colpa della crisi, eppure non bisogna dimenticare i dati rilanciati in questi giorni dalla Bbc: il 2012 ha fatto segnare il sorpasso delle vendite di bici sulle auto in ben 26 dei 28 Paesi dell’Unione europea (in Italia vendute 1,6 milioni di due ruote contro 1,4 di macchine). Pur dettato in certi casi dalla necessità, un ulteriore segnale della diffusione di un approccio e di una filosofia più “lenta” - e sana - di vivere la quotidianità cittadina. Insomma: se queste nuove tendenze cominciano a farsi largo anche nei grandi centri, come cantavano gli Scorpions anni fa, sembra sentirsi davvero un vento di cambiamento.

 

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