Sulle nostre strade camminano le nostre scelte: via alla settimana della mobilità sostenibile

Dal 16 al 22 settembre ritorna la manifestazione per sensibilizzare autorità locali e cittadini alla mobilità sostenibile, con un ricco calendario di eventi. In Europa e non solo.
15/09/2014
  • Samyra Musleh
settimana europea della mobilità sostenibile

Sono già trentotto i Paesi del vecchio continente coinvolti nella tredicesima edizione della “Settimana europea della mobilità sostenibile”, in programma dal 16 al 22 settembre. La proposta non è stata accolta, però, solo dagli Stati membri dell’Unione europea: parteciperanno infatti tante altre nazioni, tra le quali Giappone e Brasile. Il primato con il maggior numero di città iscritte spetta all'Austria, patria del green building, seguita a ruota dalla Spagna. La manifestazione mira come ogni anno a favorire il miglioramento della qualità della vita in città, per educare a una diversa percezione degli spazi urbani, intesi sia come risorse sociali sia come beni da tutelare, proponendo soluzioni per una nuova mobilità.

Rientra nelle iniziative della settimana anche la campagna triennale “Do the right mix”, accompagnata dallo slogan “In città senza la mia auto”, lanciata dalla Commissione europea nel 2012. Sono ben 500 i milioni di euro destinati agli enti locali, regionali e nazionali che proporranno in questi tre anni progetti volti a promuovere una mobilità più sostenibile, incoraggiare i cittadini a lasciare in garage l’auto e diversificare le modalità di trasporto negli spostamenti quotidiani.

Guarda il video di presentazione della campagna:

 

“Our street, our choise”
Lo slogan di quest’anno è “Our street, our choise”, “le nostre strade, la nostra scelta”: l’obiettivo è ripensare gli spazi urbani, con una spinta verso “un cambio di destinazione d’uso” a favore di una riappropriazione delle aree cittadine per scopi ricreativi e a sostegno di una mobilità dolce (ciclistica, pedonale, per gli utenti deboli, ecc). Secondo questo modello, definito traffic evaporation, l’autorità locale agisce riducendo l’offerta così da diminuire anche la domanda. Dalla seconda metà del XX secolo, infatti, con l’incremento di opere pubbliche a favore della mobilità privata è aumentato anche il traffico, con pesanti ripercussioni a livello economico in tutta Europa: oggi i problemi legati alla mobilità stradale (per traffico, incidenti, impatto ambientale ecc) costano all’Europa circa 100 miliardi di euro l’anno. E allora misure come la diminuzione dei prezzi per i trasporti pubblici, una loro maggior efficienza, l’incremento delle piste ciclabili, incentivi ai pendolari e lo sviluppo di car e bike sharing possono davvero fare la differenza. Scegliere e promuovere una mobilità alternativa significa tutelare la nostra salute, grazie alla riduzione delle emissioni di co2, al risparmio di energia e risorse (negli ultimi vent'anni, in Europa, è raddoppiato il consumo di energie non rinnovabili legato ai trasporti) e, non per ultimo, a maggiori occasioni per praticare esercizio fisico.

I buoni esempi arrivano dal Belgio
Nella città di Gent, in Belgio, un ottimo esempio di attivismo civico è la "Living Streets Initiative". Giunta ormai al suo secondo anno di attività, ha promosso un progetto di riconversione di due strade del centro città in vie completamente pedonali e ciclabili. Fondamentale la collaborazione con partner provati e l’organizzazione no profit Troy Bike Rescue, che restituisce a uso pubblico le bici in cattive condizioni gettate nei rifiuti, incentivando l’utilizzo della consegna a domicilio e il ricorso a biciclette elettriche per i lunghi spostamenti.

Sempre in Belgio, un altro esempio di buona pratica viene da Bruxelles con “Picnic the Streets”, manifestazione ideata dal giornalista Philippe Van Parijs che si tiene lungo la Boulevard Anspach. Organizzato per la prima volta nel 2012, l’evento coinvolge e riunisce centinaia di persone con l’obiettivo di ripensare la città come luogo di ritrovo e socializzazione. Oggi è diventato il simbolo della riqualificazione della capitale belga, in virtù di un processo di riappropriazione e tutela di un territorio che sembrava destinato esclusivamente al grande traffico motorizzato. Visto il successo dell’iniziativa, il sindaco di Bruxelles ha ormai istituzionalizzato l’evento.

Il caso italiano delle ciclofficine popolari
Anche l’Italia può vantare alcuni esempi positivi di auto-organizzazione “dal basso” per una mobilità più ecosostenibile. È il caso, per esempio, delle decine di ciclofficine popolari esistenti nel nostro Paese: luoghi di condivisione di saperi e assistenza meccanica per la ciclabilità. Ma anche ambienti recuperati e riqualificati, dove la convivialità costituisce un elemento non secondario. L’obiettivo è diffondere l’utilizzo delle due ruote non solo come mezzo ludico, ma come valida alternativa per cambiare il proprio stile di vita quotidiano a favore di una mobilità più libera, salutare e a basso costo. Con pochi euro (che vanno a sostegno delle singole associazioni), in ciclofficina si possono trovare pezzi di ricambio riciclati e si può imparare la manutenzione del proprio mezzo. Un altro buon esempio che ci ricorda come abitare la città significhi vivere gli spazi, non solo attraversarli. Scopri tutte le informazioni per trovare la ciclofficina più vicina a te.

Anche quest’anno, il calendario della Settimana europea della mobilità sostenibile nel nostro Paese è ricco di eventi: visita il sito italiano per approfondimenti e aggiornamenti.

 

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