L’aria che tira in città: meno auto ed emissioni, cresce il verde

Inquinamento, verde urbano e mobilità: l’Istat fa il punto sull’ambiente cittadino in Italia. Un quadro dove emerge un forte divario tra Nord e Sud, complice anche la crisi economica e i suoi effetti sui servizi pubblici.
24/07/2014
  • Stefano Menna
ambiente urbano

Con meno auto in circolazione e più mobilità sostenibile, migliora la qualità dell’aria delle nostre città. Crescono le aree verdi, ancora in affanno invece il trasporto pubblico, spesso costretto a fare i conti con i tagli dei tanti Comuni alle prese con problemi di bilancio. Il nuovo rapporto Istat sulla qualità dell’ambiente urbano in Italia sottolinea i progressi ed evidenzia le principali criticità delle aree cittadine del Paese, in particolare al Mezzogiorno.

Secondo i dati dell’istituto nazionale di statistica, nel 2013 - per il secondo anno consecutivo - si sono ridotti i tassi di motorizzazione nei diversi capoluoghi di provincia: 613 auto e 133 moto ogni mille abitanti (-0,9% e -0,6% rispetto ai dati del 2012). Tra le principali aree metropolitane, è Catania la città più motorizzata d’Italia con un tasso di 698 per mille abitanti. La segue Cagliari (671), Roma (659) e Torino (627). Nella capitale, il numero di autovetture è calato di quasi il 3% in un anno; del 2% a Milano e Firenze e tra l’1 e il 2% a Genova, Bologna, Napoli, Bari, Taranto e Cagliari.

Meno traffico, più salute e aria respirabile
Sempre più diffusi i veicoli a minor impatto ambientale (euro 4 o superiori per le auto, euro 3 per i motocicli), che rappresentano rispettivamente il 53% e il 38% dell’intero parco circolante. Va meno bene che nel resto della penisola al Sud, dove appena il 42% delle auto è in classe euro 4 o superiore. Un dato che si riflette nel peggioramento della qualità dell’aria al Mezzogiorno: solo in Campania, infatti, i capoluoghi che oltrepassano i limiti fissati per le polveri sottili sono saliti in un anno da 2 a 4.

Diversa la situazione nel resto del Paese, dove si continua a registrare un trend in miglioramento: rispetto al 2012, infatti, passa da 37 a 32 al Nord e da 9 a 6 al Centro il numero di capoluoghi dove il valore limite per il Pm10 viene superato per più di 35 giorni. Un miglioramento che riguarda anche il Pm2,5: i limiti della concentrazione media annua fissati dalla normativa sono stati superati in 10 città, mentre erano quasi il doppio (18) nel 2012. Merito certamente delle politiche di limitazione al traffico privato, attuate in 17 capoluoghi sia come misura emergenziale (a seguito del superamento dei limiti di legge), sia a scopo preventivo o per abbassare progressivamente le emissioni. Sono invece 28 i capoluoghi che hanno scelto di imporre uno stop alla circolazione con blocchi programmati.

Meno buone le notizie che vengono dal settore del trasporto pubblico locale: dopo la batosta registrata nel 2012 (-7,7%), in un anno il numero di passeggeri è diminuito di un ulteriore 4,3%, passando da una media di 201 a 189 per abitante. Di contro, sembrano diffondersi le iniziative a favore della mobilità sostenibile: cresce l'offerta di car sharing, presente in 23 città (soprattutto al Nord) e quella di bike sharing, attivato in 66 città, nonostante il servizio continui a latitare a Roma: unico caso tra le principali capitali europee. Sistemi di infomobilità - le tecnologie dell’informazione al servizio della mobilità urbana - sono presenti in 68 Comuni, quasi tutti concentrati al Centro-Nord.

Città più green
Infine, un occhio al verde urbano: nel 2013, parchi e giardini pubblici rappresentano il 2,7% del territorio dei comuni capoluogo di provincia, per oltre 577 milioni di mq (+0,7% rispetto all'anno precedente). Una superficie che corrisponde a una disponibilità media di 32 mq per abitante. La somma delle aree protette e di quelle destinate al verde urbano è pari al 18% della superficie comunale dei capoluoghi, con valori più elevati (tra il 60% e il 70%) a Cagliari, Venezia e Messina. Il “verde storico” (ville, giardini e parchi tutelati per il loro valore storico-culturale e paesaggistico) rappresenta la componente più consistente del verde urbano: circa un quarto del totale.

Sono infine 57 le amministrazioni che hanno attivato orti urbani da dare in gestione ai cittadini, con coltivazioni per uso domestico o ricreativo. Anche qui, però, sono forti le disparità territoriali. Quasi l’81% si trovano al Settentrione: oltre che a Torino (la città con più orti urbani d’Italia, con i suoi 2 milioni di mq destinati), superfici consistenti sono dedicate anche a Bologna e Parma, entrambe intorno ai 155 mila mq. Al Mezzogiorno, invece, sono presenti solo a Napoli, Andria, Barletta, Palermo e Nuoro. Lo scorso 21 novembre, in occasione della prima giornata nazionale degli alberi, circa il 60% dei capoluoghi del Centro e del Nord e quasi il 40% di quelli al Sud hanno promosso specifiche iniziative: 53 Comuni hanno piantato nuovi alberi, 36 hanno attivato campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini e 13 hanno previsto percorsi formativi per gli addetti alla manutenzione del verde.

 

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Vivere in città, Mobilità e trasporti, Paesaggi urbani