La dieta mediterranea, ricetta contro obesità e sovrappeso

Con la pubblicazione delle linee guida dedicate alla relazione tra salute e peso corporeo, anche le autorità sanitarie britanniche si schierano a favore della dieta mediterranea. Salva la prima colazione, purché sia sana.
15/10/2014
  • redazione
dieta meditteranea e obesità

Meno tv e più frutta, legumi, verdura e pesce per combattere i chili in eccesso. In Gran Bretagna, il National Institute for Health and Care Excellence (Nice) ha quasi terminato la stesura delle linee guida “Maintaining a healthy weight and preventing excess weight gain among children and adults”. Il documento, già on line per una consultazione pubblica, si inserisce in un articolato complesso di linee guida dedicato agli stili di vita (si veda pag. 22 della bozza). Niente di particolarmente nuovo, ma con l’indubbio vantaggio di una raccolta sistematica di raccomandazioni evidence based. Il passaggio attualmente in corso e destinato a concludersi all’inizio di novembre prevede la raccolta di commenti, critiche e suggerimenti che verranno eventualmente recepiti nella versione finale del testo. Il documento si rivolge a quanti hanno un ruolo attivo nella promozione della salute (la lista degli stakeholder è davvero lunga) e rappresenta uno strumento di orientamento sulle strategie migliori per aiutare le persone a gestire al meglio il proprio peso corporeo.

I buoni consigli
Le linee guida individuano una serie di raccomandazioni chiave, ulteriormente declinate in otto consigli per gli operatori:

  1. fornire a tutti consigli per mantenere un peso equilibrato e prevenire sovrappeso e obesità, condizioni che mettono a rischio la salute
  2. concentrarsi sia sull’attività fisica sia sulle abitudini alimentari
  3. promuovere uno stile di vita che faccia consumare più calorie
  4. promuovere un’alimentazione che preveda l’assunzione di meno calorie
  5. invitare a limitare il consumo di alcol
  6. contrastare i pregiudizi sui comportamenti che hanno un impatto sul peso corporeo (per esempio, le diete estremamente selettive)
  7. incoraggiare l’autocontrollo (dal pesarsi regolarmente all’uso sistematico del contapassi)
  8. fornire fonti di informazioni sicure e consigli accreditati.

Spegnere la tv e mettersi in movimento
Nella raccomandazione 4 si cita esplicitamente la dieta mediterranea: «un regime che prevede un consumo di quantità superiori alla media di frutta, verdure, legumi, olio di oliva, noci e pesce; quantità moderate di vino; e quantità inferiori alla media di carne, latticini e grassi saturi». Si sottolinea anche l’importanza della prima colazione, la cui composizione deve però essere coerente con le indicazioni dietetiche salutari: quindi pochi zuccheri, cereali integrali e latte parzialmente scremato.

Infine, a più riprese si forniscono consigli su come limitare i comportamenti sedentari, primo tra tutti la tendenza a passare troppo tempo davanti alla tv o al pc: dalla programmazione di giorni in cui evitare proprio di prendere in mano il telecomando, al fissare il limite massimo giornaliero in 1-2 ore. Fino all’espediente di non mangiare di fronte al piccolo schermo, per evitare che si inneschi quel circolo vizioso che lega il cibo (spesso “cibo spazzatura”) con i condizionamenti della pubblicità e la visione - a seconda dell’età - del cartone animato o del serial preferito.

 

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Stili di vita, Alimentazione, Evidenze scientifiche