Salute e stili di vita al Nord: workshop a Trento

Il 20 giugno, a Trento, esperienze di promozione dell’attività fisica a confronto per la costruzione di politiche su stili di vita e salute. Il punto della situazione al Nord Italia.
19/06/2014
  • Debora Serra
stili di vita e salute a Trento

La salute, tra i bisogni individuali e diritti di cittadinanza. Appuntamento a Trento venerdì 20 giugno con esperti del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, sindaci, rappresentanti dei Servizi sanitari delle Regioni settentrionali, delle Asl e delle università in occasione del primo incontro sugli stili di vita promosso dall’Unione italiana sport per tutti (Uisp). Il workshop, in programma alle ore 10 nella sala 3 del Centro servizi culturali S. Chiara di Trento, è solo il primo di una serie di eventi pubblici che verranno realizzati nei prossimi mesi anche al Centro e al Sud Italia, per raccontare e condividere i progetti di promozione della salute e, in particolare, dell’esercizio fisico.

La giornata rappresenta un primo passaggio per costruire in modo partecipato politiche e strategie, conoscere le buone pratiche, mettere in rete le esperienze locali e valutare quanto fatto sinora. Verranno presentate anche alcune delle migliori iniziative promosse in varie città italiane e rivolte alle persone di tutte le età, dai bambini agli anziani. La scelta di realizzare l’evento a Trento da un lato riflette la sempre maggiore volontà di investire anche “in periferia”, non solo a Roma; dall’altro rappresenta un riconoscimento per i risultati ottenuti rispetto a benessere, qualità della vita dei cittadini e livelli di attività fisica raggiunti nel territorio del Comune e della Provincia.

Qualche dato
Le statistiche più aggiornate ci dicono che al Nord la sedentarietà - causa di tante malattie croniche e con un impatto negativo sull’aspettativa di vita - è diffusa soprattutto in alcuni gruppi di popolazione: gli ultracinquantenni (27%), le donne (25%), gli stranieri (30%), tra chi ha molte difficoltà economiche (30%) e un titolo di studio basso o assente (32%). Guardando nel dettaglio i dati raccolti dal sistema di sorveglianza Passi, nelle Regioni settentrionali il 35% della popolazione adulta può essere considerata attiva (rispetto al 33% in Italia), parzialmente attiva il 41% (36% in Italia), mentre il 24% è sedentaria (31% in Italia).

Quindi, anche se il dato è migliore della media nazionale - più di 3 adulti su 4 nel nord Italia sono parzialmente attivi o attivi - è importante agire sui fattori di rischio e modificare abitudini e comportamenti. Per ridurre la sedentarietà, nello specifico, sono promettenti gli interventi finalizzati all’aumento del movimento grazie agli spostamenti e alle attività quotidiane, così come l’implementazione effettiva di strategie come il programma europeo Guadagnare salute. Il contributo della Uisp in questo è fondamentale, come ha già dimostrato per esempio la campagna “Diamoci una mossa”: realizzata a partire dal 2006, è stata capace di coinvolgere 150 mila bambini (e le loro famiglie), 1740 scuole primarie e 13 mila insegnanti.

Per approfondire, scarica la presentazione a cura di Laura Battisti, Pirous Fateh-Moghadam e Laura Ferrari dell’Osservatorio per la salute della Provincia autonoma di Trento.

 

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